giovedì, dicembre 28, 2006

COLPITI E AFFONDATI

Già dal numero di maggio avevamo informato la Città sui movimenti sotterranei che movimentavano il “mercato politico” canosino in vista delle Amministrative del 2007 (vedi “Le grandi manovre” de Il Boemondo n° 4/2006 e “Quelle sirene da non ascoltare” de Il Boemondo n° 7/2006). Da allora, mettevamo in guardia la cittadinanza sulla prospettiva di un contenitore di centro che avrebbe inglobato la “vecchia” politica canosina alla nuovissima frangia vetero-ambientalista. Tante volte ne avevamo avuto sentore, ed altrettante siamo stati attaccati in maniera scomposta da chi, evidentemente, aveva fallito nell’elemento sorpresa; la prova della bontà delle nostre informazioni, non provengono dalle fonti originali (peraltro attendibilissime), bensì dagli stessi protagonisti di questo schieramento. Si apprende da esponenti della sinistra canosina, che essa è definitivamente divisa e che si sta completando il processo di riunificazione del centro con l’aggiunta della frangia verde; dunque chi rappresenta, o pretende di rappresentare, la battaglia ambientalista poi si allea con quei settori della politica canosina che hanno regalato discariche a questa Città. Non vi sembra curioso? Non è che per caso, il nostro dubbio circa la strumentalità di questa battaglia ambientalista, nascondeva e nasconde ben altre intenzioni e motivazioni? Per queste considerazioni fatte tempo fa, questa Testata ed il sottoscritto hanno ricevuto attacchi scomposti, sconsiderati, puerili e di taglio puramente diffamatorio (anche se la politica in cui crediamo non prevede l’uso delle carte bollate, ma una contrapposizione di idee); ma gli sviluppi della grottesca vicenda, avvalorano le tesi esposte. La liceità di questa strategia è fuori discussione, ma come si fa a sostenere delle tesi e poi a presentarsi alle elezioni comunali con le stesse forze (cambiano gli uomini, non i registi) che in tempi non sospetti hanno permesso lo sfruttamento di questo territorio a discarica? Come si fa a reclamare che nella scelta delle candidature si siano messi i paletti della “trasparenza, programmazione concreta e nomina della squadra” e poi avere una deriva su posizioni centriste espresse dalla nostra fonte (peraltro pubblica) del tipo “Ho lanciato una proposta: perché noi del centro sinistra non facciamo una battaglia pubblica contro i costi elevati della politica e con tutto ciò che ne deriva in tema di trasparenza, morale pubblica e valori civici. E’ è calato il silenzio. Dove erano i Verdi? Per vincere dobbiamo ricercare il candidato che ha più possibilità di vincere. Ma secondo i Verdi ed alcuni partiti di centro o riformisti la conseguenza di ciò è che dobbiamo scegliere un candidato di centro, pieno di disponibilità finanziarie, che non abbia una identità politica definita”. Eppure si continua a fare del populismo di bassissima lega anche su questioni che trasversalmente investono il futuro della Città; ad esempio il progettando Museo Provinciale o la struttura polivalente in zona San Giorgio. Anche questi progetti nasconderebbero chissà quali disegni occulti, chissà quali macchinazioni infernali per ridurre in miseria i cittadini di questa Città: tipico ragionamento della sinistra ottusa e terzomondista che questa gente rappresenta. Gli unici disegni che la cittadinanza potrà riscontrare concretamente saranno le opere museali ed il ritorno in termini economici e la ricaduta occupazionale che il San Giorgio Village potrebbe avere sulla comunità canosina; in parole povere, secondo il progetto, a pieno regime, la struttura dovrebbe avvalersi di 1900 dipendenti, cioè 1900 famiglie con un reddito aggiuntivo; cosa ci sarebbe di così diabolico? Inoltre non mi pare che ad Andria e Barletta dove sorgono due centri commerciali della stessa catena, il commercio delle due Città sia morto; semmai è diventato competitivo (concetto questo estraneo alla cultura dei nostri interlocutori) e non sembra neppure che la vita sociale delle due Città si svolga esclusivamente in questi centri (viste le presenze serali nella città barlettana, ad esempio). I soliti pretesti. Insomma, tutte le virtù politiche sventolate da codesti personaggi, stanno miseramente esaurendosi; il futuro parla chiaro: la Destra canosina ha realizzato opere, ha ridotto l’ICI, ha acquisito beni pubblici (Teatro D’Ambra che ci piacerebbe fosse intitolato a Lembo, il suo magnate sfortunato), ha scovato evasione fiscale (300 mila euro solo questo anno), e sta parlando alla Città di futuro. A sinistra ed al centro si parla al passato e ci si confronta (a quattro mesi dalle elezioni) ancora e solo sui candidati sindaci. Ecco la differenza tra chi ha seminato politica per cinque anni e chi ha seminato solo vento…e che raccoglierà tempesta!
Articolo apparso su "Il Boemondo" n°9/2006

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