martedì, dicembre 12, 2006

DOVE SONO LE BANDIERINE?

Oggi a Teheran si è aperta la Conferenza sull’Olocausto. L’occasione è propizia per il presidente iraniano Ahmadinejad per ribadire le proprie opinioni sulla tragedia degli ebrei e cioè la messa in dubbio dello sterminio condendole con i soliti “macabri” proclami di distruzione dello stato israeliano. E sarà in buona compagnia vista la presenza, tra gli altri negazionisti, di Davide Duke leader del Ku Klux Klan (afferma che l’Olocausto è stata “la più grande invenzione della storia”). Anche in questo caso, le reazioni del pacifismo italiano alla provocatoria conferenza non ci sono state; niente cortei, né manifestazioni, né proteste alle ambasciate né vessilli arcobaleno esposti. Nulla. Il silenzio più assoluto ha avvolto questa manifestazione di odio, solo perché organizzata dall’amico Ahmadinejad, campione dell’antiamericanismo e dell’antisionismo. Chissà cosa sarebbe successo se la stessa manifestazione fosse stata organizzata altrove, magari negli Stati Uniti: allora sì che orde di manifestanti pacifinti avrebbero scatenato il putiferio invocando le forche per gli organizzatori esibendo il prinicipio della “verità dogmatica antifascista”, il tutto con fantocci dello zio Sam al rogo e gli immancabili tafferugli che poco hanno di pacifista. Assistiamo dunque all’ennesima dimostrazione di quello che è il movimento pacifista (soprattutto di quello italiano e dei suoi guru da strapazzo): un’accozzaglia di ipocriti e di opportunisti, sempre pronti alla strumentalizzazione politica, ridotti al silenzio quando fa comodo.
In altre parole: PAGLIACCI.

5 commenti:

Monica ha detto...

La definizione più bella per questi soggetti è quella di W.Churchill che proprio tu hai riportato.
Nulla calza meglio.

Silenzio tombale.
In attesa che il (loro) nemico della pacificazione, Israele, venga annientato.
Le premesse, Libano compreso, ci sono tutte.

Ciao Francesco

Francesco Princigalli ha detto...

Lo so, cara Monica, ma il ribrezzo che ho nei confronti di tale ipocrisia è tale da non riuscire a fermare i miei pensieri trasformati in scritti. E pensavo che gli States mi aiutassero a scordare certi elementi...
A presto

Monica ha detto...

Anzi, semmai una esperienza diretta non può che rafforzarli.
E a te i miei complimenti per averli trattati con lucidità.

Ciao

Francesco Princigalli ha detto...

Le parole della Pelosi "se vince il nostro Presidente, vince l'intera nazione" sono uno schiaffo terribile ai caciottari di casa nostra; un esempio: la missione in Libano ora è in pericolo, ma nessuno da Destra (a parte la Lega) ha proferito il classico "ve l'avevamo detto"; a parti invertite sarebbe successo il finimondo...ecco cosa mi fa veramente andare in bestia! Il "national interest", come dicono oltreoceano, dovrebbe essere il faro di qualsiasi cittadino, di qualsiasi governo, di qualsiasi maggioranza. Dovrebbe...

Robinik ha detto...

Ciao!
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A presto
Rob