sabato, dicembre 30, 2006

L'eccezione che conferma la regola

Per questa volta sono daccordo con Prodi: l'esecuzione di Saddam Hussein è da evitare. La motivazione che mi spinge a convergere su questa posizione non è certamente il moralismo pacifinto che ha ispirato tante dichiarazioni contrarie a questa esecuzione, ma l'opportunità politica. In sintesi, ho sempre sostenuto che uno degli errori fondamentali nell'affaire iracheno fosse lo sradicamento forzoso e totale dell'apparato amministrativo e politico del regime iracheno baathista (vedi "Quel confine sottilissimo" postato in questo blog il 5/11/2006) che si poggiava sulla minoranza sunnita. Oggi l'esecuzione dell'ex-raìs potrebbe accentuare quel processo disgregativo che il paese dei due fiumi sta avendo con conseguente aumento delle violenze ed impossibilità di una riconciliazione nazionale condivisa. Infatti i gruppi sunniti hanno già minacciato vendette nel caso si proceda all' esecuzione e sono gli stessi che hanno creato maggiori problemi alle strutture statuali irachene e che hanno confezionato la strategia del terrore che oggi l'Iraq conosce. La sensazione è che ci prepareremo ad altra violenza, altro disordine, altra instabilità: la situazione peggiore per tentare una soluzione al pantano iracheno.

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